Somigroup

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Nata nel 1972, Somipress è specializzata nella pressofusione di leghe di alluminio, nelle attività correlate alla produzione di componenti per il settore degli elettrodomestici e dell’automobile e anche nella realizzazione di bruciatori per cucine domestiche a gas sotto il proprio marchio. Il sistema informativo aveva bisogno di spazio e di sicurezza. Due esigenze tipiche di aziende in crescita con una forte presenza internazionale, quindi con sedi diverse e lontane tra loro. Era il caso di Somigroup, che negli anni ha aggregato unità produttive e uffici commerciali nei quattro angoli del mondo.

“Il problema che ci si presentava non era di facile soluzione”, racconta Mirko Marcolini, IT manager del Gruppo, “da una parte avevamo esigenze piuttosto impellenti di dare sicurezza e continuità al business, che si dipanava almeno su cinque sedi (due in Italia, una in Cina, una in Romania e una in Brasile), dall’altra potevamo disporre di risorse finanziarie limitate, perché negli anni precedenti, tra il 2010 e il 2011 avevamo fatto pesanti investimenti nello stabilimento e pianificavamo, per favorire la crescita, importanti sviluppi software da fare su ERP, sistemi di fabbrica e logistica”.

L’infrastruttura IT di Somigroup era già virtualizzata dal 2006, quindi aveva già alcuni tratti di modernità ed efficienza, ma dal punto di vista della ridondanza e dello spazio di memorizzazione la crescita era superiore alle risorse e stava diventando un collo di bottiglia per lo sviluppo del business.

Tutto il sistema si reggeva su un singolo sito con due server fisici e un’unità storage, privo di caratteristiche di replica. I dischi ovviamente non contenevano solamente i dati aziendali, ma anche le macchine virtuali in esecuzione, ed erano quindi un componente cruciale dell’architettura.
I servizi più avidi di risorse facevano capo al reparto progettazione, che utilizzava le risorse di calcolo per simulare via software il comportamento degli stampi per la pressofusione, un passaggio fondamentale per la qualità e la velocità del lavoro.

“Avevamo la duplice esigenza”, prosegue Marcolini, “di aumentare lo spazio su disco e di rendere sicuro e affidabile tutto il sistema informativo, implementando una soluzione di business continuity e disaster recovery sfruttando almeno due siti fisicamente distinti. Tutto, ovviamente, con un investimento sostenibile”. La soluzione del problema si deve in gran parte all’evoluzione che negli ultimi anni ha caratterizzato l’architettura HPE Lefthand, ora HPE StoreVirtual. Oggi, infatti, questa classe di dispositivi storage è in grado di assicurare deduplica e tiering, due funzionalità prima non consentite dalla tecnologia. In più, con la soluzione StoreVirtual VSA, è possibile implementare configurazioni complesse (come ad esempio poter vedere un server come se fosse una SAN) che prima richiedevano investimenti di decine di migliaia di euro.
“La soluzione proposta da TT Tecnosistemi e basata sulla tecnologia HPE era di gran lunga la più flessibile e la meno costosa di quelle che avevamo preso in esame”, dice Marcolini, “così abbiamo iniziato un nuovo percorso insieme”.
“La flessibilità di mostrata da TT Tecnosistemi a livello commerciale”, aggiunge Francesco Salvini, Project Manager di TT Tecnosistemi, “ha portato all’apertura di nuovi progetti con Somigroup, fino a farci diventare loro partner tecnico a 360 gradi, quindi non solo un mero fornitore di hardware; un rapporto di reciproca soddisfazione che non potrà che dare buoni risultati anche in futuro”.

Dal punto di vista delle piattaforme, il progetto ha richiesto l’acquisto di tre server HPE DL380 G8, da affiancare ai due pre-esistenti, e di quattro nodi StoreVirtual con dischi SAS 15K, mentre la tecnologia VSA ha permesso di implementare altri due nodi locali (su DL380, con dischi SATA 7,2K), quattro nodi remoti presso le sedi Somigroup e un ultimo presso gli impianti di TT Tecnosistemi.
“Abbiamo potuto dividere il CED in due sedi distinte collegate in modo sincrono”, spiega Marcolini, “una scelta obbligata per ottenere le garanzie che una buona business continuity e un sano disaster recovery richiedono (oltre che una giusta precauzione, visti i problemi di alimentazione elettrica che interessano la zona dove risiede il nostro headquarter). Ma non ci siamo fermati qui, implementando un terzo sito, in remoto e in asincrono, presso la sede di TT Tecnosistemi (nel caso peggiore di caduta di entrambi i siti principali, il recupero può essere realizzato in meno di un’ora)”.

La nuova architettura, soprattutto grazie alla tecnologia StoreVirtual VSA, ha consentito poi di collegare e “sincronizzare” le sedi di Romania, Brasile e Cina, realizzando un sistema che, senza lo spunto di TT Tecnosistemi e di HPE, sarebbe costato molto di più dell’investimento richiesto dal progetto, che non ha superato i 100mila euro totali. I vantaggi si declinano in efficienza e qualità.

L’adeguamento dello spazio di archiviazione da 5 TB (3 utilizzabili) a 28 TB (circa 10 utilizzabili) è solo uno dei tanti aspetti positivi della nuova implementazione, che rappresentava una sfida non facile in termini di sicurezza e competitività. La sempre maggiore importanza delle attività di simulazione (ciascuna delle quali genera oltre 50 GB di dati) doveva per forza di cose essere tenuta in considerazione nel disegnare la nuova architettura.

La stabilità della piattaforma ha anche permesso di adeguare gli standard qualitativi nel processo progettuale e produttivo del Gruppo per adeguarli agli elevati standard di certificazione richiesti dall’industria a livello internazionale (sia sul fronte sicurezza dei dati, sia della qualità di prodotti e processi, sia del rispetto dell’ambiente).

Ma il grande valore aggiunto del progetto realizzato con TT Tecnosistemi sta nell’aver ottenuto, con un sistema di fascia medio-bassa (a livello di costi), un’infrastruttura sicura e a prova di qualsiasi evento, tipica delle soluzioni di alta gamma.

“Il tiering e la deduplica”, dice Marcolini, “introdotti di recente sulle macchine HPE StoreVirtual, oltre alla disponibilità e alla flessibilità della tecnologia HPE VSA hanno inoltre rappresentato un forte plus di tutto il progetto, consentendo di ottimizzare lo sfruttamento delle risorse disponibili. Basti pensare che grazie agli Snapshot creati dal sistema siamo in grado di ripristinare l’ambiente di lavoro, sia in Italia che all’estero, in pochi minuti. In questo modo, i nostri clienti possono affidare a noi i loro progetti con ancora più tranquillità, sapendo che la sicurezza e i tempi saranno rispettati”.

Marcolini, grazie alla partership con TT Tecnosistemi e alla disponibilità di HPE, ha potuto realizzare tutto questo senza avere a disposizione una vera e propria struttura IT interna al Gruppo. “Sono rimasto molto colpito dalla disponibilità sia di HPE, che mi ha permesso di conoscere la soluzione e di poterla gestire pur con un reparto IT ridotto a una sola unità come il nostro, sia di TT Tecnosistemi, che mi ha coinvolto mostrandomi direttamente presso la loro sede di Prato la bontà delle soluzioni che avremmo poi implementato”.

Oggi Somigroup dorme su due guanciali, potendo contare su una locazione operativa delle macchine della durata di cinque anni e su un servizio di assistenza tecnica della stessa lunghezza temporale. Una tranquillità che permette a Marcolini di pensare già al prossimo traguardo: le prestazioni. Proprio mentre pubblichiamo questo articolo, sono state appena attivati 2 ulteriori server HPE DL380 gen 9 con tecnologia dei dischi a stato solido SSD, supportati dall’architettura HPE StoreVirtual, per unire all’alta disponibilità dei dati anche prestazioni elevatissime. Grazie ai costanti aggiornamenti della piattaforma StoreVirtual, che nell’ultima versione 12.5 ha introdotto gratuitamente le nuove funzionalità di Adaptive Optimization e Reclaiming dello spazio, è stato possibile introdurre a costi contenuti la tecnologia SSD integrandola in maniera intelligente con i dischi SAS 10K e SATA 7,2K già presenti, sfruttando nel migliore dei modi ogni tipologia di disco e senza dover sostituire o potenziare negli apparati precedenti. È davvero raro vedere un Vendor far crescere in questo modo le potenzialità di una famiglia di prodotto gratuitamente e senza nemmeno dover potenziare l’hardware precedente.

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